Piscina
pi-scì-na
Significato Grande vasca artificiale d’acqua per bagnarsi e nuotare
Etimologia voce dotta recuperata dal latino piscīna ‘vasca per i pesci, vivaio’, derivato di piscis ‘pesce’.
- «Passò tutto agosto a fare vasche nella piscina comunale.»
Parola pubblicata il 16 Agosto 2026 • di Giorgio Moretti
Nella piscina ci sono molte cose. C'è ovviamente l'acqua, c'è il cloro, ci sono magari le corsie di plastica, gli occhialini persi sul fondo, e c'è un sacco di gente. Ma ciò che le dà il nome non c'è.
La piscīna, in latino, è la vasca dei pesci: oggi la chiamiamo peschiera. Deriva da piscis, che sta lì in bella vista dentro una parola che diciamo a raffica, specie di questi tempi. In italiano la piscina-vivaio è un'accezione ancora viva nel Trecento ma ormai defunta da un pezzo.
E la piscīna romana non era una vasca da bagno con le carpe dentro. Nelle ville della tarda repubblica la piscina poteva essere uno status symbol costosissimo: bacini scavati nella roccia in riva al mare, canali per il ricambio mareale, murene e triglie allevate con cura devota. Al di là dei fini commerciali, c'era chi teneva i pesci per mangiarli e offrirli in banchetto, e chi, raffinato, per amicizia; Lucio Licinio Crasso (celebre oratore vissuto a cavallo fra II e I secolo a.C — da non confondere col ricco Marco Licinio Crasso, triumviro con Cesare) portò il lutto per la morte di una sua diletta murena (e perciò ampiamente ripreso e deriso). Mentre Cicerone parlava degli esponenti dell'oziosa nobiltà senatoria come di piscinarii, gente da piscina, più attenta alle proprie vasche che ad altro. Meraviglioso come il vorticoso mutamento del mondo lasci intatte certe questioni.
(In ogni caso le vasche grandi usate per i bagni prendevano soprattutto il nome dalla temperatura dell'acqua — famosamente calidarium, tepidarium, frigidarium, con varie sottovasche, come l'alveus e il labrum per le abluzioni — ma c'era anche la natatio per il nuoto. Il discorso si farebbe lungo e complesso, questa cosa di stare a mollo garbava assai.)
Noi se dobbiamo parlare di contenitori artificiali in cui tenere pesci ricorriamo a tutt'altre parole. Peschiere e vivai servono per far crescere e poter pescare i pesci; negli acquari e genericamente nelle vasche invece si tengono per fini ornamentali. Altrimenti — fuori i pesci e dentro noi — senza slanciarci nelle ampiezze dei bacini, abbiamo solo piscine e vasche. Le vasche hanno una grande versatilità, possono essere da bagno, possono essere opere idrauliche e via dicendo; la piscina sta invariabilmente a fuoco sul fine balneare — al massimo oscillando fra la pozza gonfiabile per bebè e quella sconfinata del grande albergo.
Così fissiamo con le amiche una giornata in piscina; d'estate il terrazzo è occupato per buona parte da una piscina a forma di cigno che tende alla nuance verde alga; e non abbiamo notato che le stanze del b&b erano dei bugigattoli perché abbiamo guardato solo le foto della piscina.
Almeno, è rimasta una vasca che deve avere qualcuno dentro.